Scultura all'ingresso del Vitra Design Museum

Da Basilea al Vitra Design Museum.

Il percorso d’arte della Rehberger-Weg

Nel mio secondo (e ultimo giorno) a Basilea ho deciso di andare in Germania a visitare il Vitra Design Museum seguendo, su suggerimento di Mr. Jean del B&B dove ho dormito, il percorso d’arte della Rehberger-Weg

Si tratta di un percorso di 5 km. che attraversando la frontiera tra la Svizzera e la Germania, unisce idealmente il museo della Fondation Beyeler, con il Vitra Design Museum, fiancheggiando all’inizio un canale d’acqua e successivamente le vigne di Chardonnay in territorio tedesco.

Il percorso d’arte della Rehberger-Weg - Le Vigne
Le vigne di Chardonnay lungo il percorso

Il percorso è caratterizzato da 25 “tappe”,  ben descritto nella mappa che potete trovare agli info point, con altrettante installazioni coloratissime di design che hanno una loro utilità nel contesto del territorio: un alveare, un orologio/meridiana, dei lampioni, un cannocchiale da osservazione con cui poter guardare dall’alto la città di Basilea.

Il percorso piacevole, nonostante il caldo, dura poco più di un’ora e porta direttamente all’ingresso del Vitra Museum.

Scultura all'ingresso del Vitra Design Museum
Scultura all’ingresso del Vitra Design Museum

Il Vitra Design Museum

Il museo composto da diverse costruzioni all’interno di un grande campus ha tre edifici principali.

Nel primo, la Vitra Haus, disegnata da Frank Gehry, sono raccolti e ambientati in aree tematiche, 400 oggetti della collezione Vitra.
Si tratta di oggetti di design e arredamento di designer come Alvar Aalto, Charles & Ray Eames, Alexander Girard, Verner Panton, tra gli altri.

Lungo il percorso è possibile vivere un’esperienza unica di contatto diretto con il tema e il mondo del design, potendo interagire, provare, toccare i diversi prodotti e materiali esposti con anche l’opportunità di vedere le modalità di costruzione e realizzazione (ad esempio nello spazio dedicato alla classica Lounge Chaire di Charles Eames).

Design Vitra Museum
L’edificio e dettagli della Vitra Haus disegnata da Frank Gehry

 

Nel secondo edificio, il Vitra Design Museum,  vengono organizzate mostre tematiche.
In questo caso un’interessante mostra sulla “club culture” dagli anni ’60 ad oggi con esposizione di memorabilia, video, foto, spazi interattivi da cui poter ascoltare la musica dei diversi periodi dalla pre-disco anni ’60 alla Techno.
Titolo della mostra Night Fever. Designing Club Culture 1960 – Today

Night Fever. Designing Club Culture 1960 – Today al Design Vitra Museum
Una sala della mostra Night Fever. Designing Club Culture 1960 – Today

Un terzo edificio, il  Vitra Schausepot disegnato da Herzog & deMeuron, è un grande deposito in mattoni rossi, con scaffali a vista, di tutti gli oggetti, prevalentemente sedie e poltrone, raccolti da Vitra e che rappresentano una storia del design dal 1800 ai giorni nostri. In più l’edificio ospita una ricostruzione dello studio di Charles Eames.

Lungo il percorso inoltre una torre orologio in alluminio, disegnata da Carsten Höller, sulla quale è possibile salire e dalla quale scendere con un toboga, spazi per workshop dedicati ai bambini, un “capanno”, Diogene, disegnato da Renzo Piano, con una fontana da cui poter bere.

Ho passato tutta la mattinata e parte del pomeriggio visitando i diversi edifici, le mostre e gli spazi aperti del campus, e sicuramente avrei potuto fermarmi oltre se non fosse stato per il treno che dovevo prendere per rientrare a Milano.
Ritorno a Basilea con l’autobus 55 e visita alla Cattedrale hanno concluso la giornata e i miei due giorni a Basilea e al Vitra Museum.

Note di viaggio

Biglietto Mostra:
Lo spazio design è a accesso libero. 17,00 € per la mostra sulla club culture e il deposito con l’archivio storico.
È possibile inoltre prenotare e partecipare a tour e visite guidate e workshop tematici (sul sito del museo l’elenco).
Mezzi di trasporto:
Da Basilea è possibile raggiungere Vitra (oltre che con il percorso a piedi) con l’autobus 55. Il biglietto per singola tratta costa 25,40 CHF e bisogna ricordarsi di chiedere un biglietto per “due zone”.
Mangiare:
La caffetteria del museo ha un ampia scelta sia di snack e bevande che per pranzare.

Bacon Giacometti alla Fondation Beyeler

Bacon Giacometti a Basilea

Ho passato due giorni a Basilea il 30 e 31 luglio scorsi visitando la Fondation Beyeler e il Vitra Design Museum.

La prima giornata alla Fondation Beyeler, da sola, ha valso il viaggio sia per il museo in se che, soprattutto, per la principale ragione che mi ha spinto a partire: la visita alla mostra dedicata all’esplorazione di percorsi paralleli (ma non solo) tra Francis Bacon e Alberto Giacometti.

Bacon Giacometti alla Fondation Beyeler
L’ingresso della mostra alla Fondation Beyeler

Va subito detto, mostra eccezionale per la quantità di opere (più di 100 tra le quali alcune mai esposte provenienti dalla Fondazione Giacometti), la qualità dell’esposizione e soprattutto l’organizzazione in percorsi tematici che hanno permesso di avere una visione dei punti di contatto tra questi due artisti.

  • Le “gabbie” in cui alcuni del loro personaggi (o oggetti come nel caso della Boule suspendue di Giacometti) sono spesso racchiusi, come a voler delimitare lo spazio e isolare l’oggetto di attenzione.
  • La trasfigurazione dei volti e dei corpi.
Bacon Giacometti alla Fondation Beyeler
Un’opera di Francis Bacon
  • Isabel Rawsthorne (aka Isabel Nicholas) l’artista inglese che è stata modella per entrambi gli artisti e alla quale è dedicata una sala con opere sia di Bacon che Giacometti.
  • L’attenzione al movimento e alle dinamiche della sua  rappresentazione, ad esempio gli uomini in marcia e in cammino, sia in uno straordinario quadro di Bacon che negli Homme qui marche di Giacometti, realizzati per la Chase Manhattan Plaza di New York.
Homme qui Marche di Alberto Giacometti
Homme qui Marche di Alberto Giacometti
Un'opera di Francis Bacon alla Fondation Beyeler
Portrait of George Dyer Riding a Bicycle

Tra tutte le opere esposte, alcune mi hanno particolarmente colpito, come i grandi trittici di Bacon, un suo straordinario e inusuale autoritratto e i Petit Buste di Giacometti, realizzati durante il periodo di guerra, quando rientrò in Svizzera, lasciando Parigi occupata.

Alla fine del percorso, due video interviste girate ai due artisti all’interno dei loro studi, permettono di avere una visione degli spazi dove la loro arte è nata: microscopici, claustrofobici, pieni di oggetti, materiali di lavoro, colori, crete, tele (soprattutto quello di Bacon).

Le sale perfettamente illuminate e aperte sul giardino del museo sono un set straordinario.

La mostra chiude il 2 settembre,
Se avete occasione di andarci è un viaggio che vale assolutamente la pena.

Bacon Giacometti alla Fondation Beyeler
Una delle sale viste dal giardino del museo
Bacon Giacometti alla Fondation Beyeler
Una delle sale della mostra

 

Note di viaggio

Biglietto Mostra:
Si può compare comodamente sul posto, altrimenti online sul sito del museo.
Mezzi di trasporto:
In treno, poco più di 4 ore da Milano, comodo con una partenza alle 7:23 e il ritorno il giorno successivo alle 17:30
I mezzi pubblici a Basilea sono efficientissimi e frequenti. Pagando la tassa di soggiorno al B&B mi hanno rilasciato un Basel Pass per la libera circolazione sui mezzi + sconti per musei e servizi vari.
Alloggio:
Ho scelto un B&B (in realtà una stanza in affitto, con bagno privato) nella zona di Riehen/Basel a 10′ a piedi dal museo e a 15′ con i mezzi dal centro città.
Chez Jean and Daisy. Altamente raccomandabile,

Prossima puntata

Da Basilea al Vitra Design Museum lungo il percorso d’arte della Rehberger-Weg

Vacanze 2018. Si parte da Basilea.

Prima tappa delle mie vacanze quest’anno Basilea; due giorni il 30 e 31 luglio per visitare la mostra Bacon-Giacometti alla Fondation Beyeler.

Bacon-Giacometti alla Fondation Beyeler
Alberto Giacometti e Francis Bacon nel 1965 © Graham Keen

Un’occasione unica per vedere due artisti che mi hanno sempre affascinato, in un unico percorso, con più di 100 opere esposte.
Mi accompagnerà nel viaggio la lettura della biografia di Giacometti di James Lord

Qui il video di presentazione della mostra dal sito di Artribune

A seguire il racconto della mostra e del viaggio, con cui riprenderò l’attività su questo blog.

Modica Sicilia

In preparazione a un’estate in Sicilia

Quest’estate sarò in Sicilia per due settimane dal 13 al 28 agosto con due tappe; la prima nel Ragusano, facendo base a Modica, la seconda nella zona di Agrigento a Montallegro.

In preparazione al viaggio ho trovato oggi questo articolo dal sito www.siciliadagustare.com su 50 luoghi da visitare e da gustare.

Conosco già la Sicilia essendoci stato più volte, sia per vacanza che per lavoro, ma come sempre ho la massima disponibilità a nuove scoperte o a riscoperte (con un nuovo sguardo) di luoghi già visitati in passato.

Ovviamente, suggerimenti e raccomandazioni come sempre ben accetti.

Modica Sicilia
Un’immagine di Modica (dal sito siciliadagustare.com)

 

 

Viaggio in Terra Santa e Israele

In viaggio: Gerusalemme e Terra Santa

Dal 3 al 10 dicembre sarò in Terra Santa, per un pellegrinaggio e viaggio culturale organizzato dalla Parrocchia del quartiere dove ho vissuto fino al 1984.
Nonostante la scelta di essere non credente, ho accettato molto volentieri l’invito del parroco – don Giuseppe – perché mi è sembrata un’occasione unica per entrare in contatto con una realtà complessa e affascinante come questi luoghi sono, potendo vivere ed entrando in contatto con la sua dimensione sacra e spirituale (al di là della fede che si professa o meno).
Questo, nella cartina, per sommi capi, il percorso e le tappe che toccheremo, tra Gerusalemme, Betlemme, Nazaret  e il Lago di Tiberiade, con un lungo tempo dedicato a Gerusalemme, dove soggiorneremo nella Città Vecchia.
Connessione permettendo, cercherò di aggiornare questo blog e di raccontare questa esperienza.

Viaggio in Terra Santa e Israele

Link alla mappa con il dettaglio del percorso

Uno Yatra sul Monte Baldo

La fotostoria di tre giorni di Yatra sul Monte Baldo di un gruppo di insegnanti e studenti del Centro Studi Educativi Periagogè – Scuola di Normodinamica, con cui da anni pratico e collaboro come insegnante in formazione e responsabile della comunicazione.
Presentando l’evento scrivevamo sulla nostra pagina Facebook:

“La montagna invita alla salita, a misurarsi con le proprie forze, a confrontarsi con la volontà di procedere. Lungo il cammino il respiro apre spazi, le domande scendono più a fondo e lo sguardo incontra le altezze.
Ogni partenza rinnova la scelta di mettersi in cammino, di uscire consapevolmente dalla routine. Con cura e responsabilità si sceglie cosa portare con sé e cosa lasciare.
Buoni piedi, buone scarpe e un cuore cercante saranno fondamentali per vivere questa esperienza in compagnia dei nostri compagni di viaggio e di noi stessi. Avremo un tempo dedicato per la pratica delle yana, un tempo per lo scambio e l’approfondimento, un tempo per il raccoglimento e il silenzio, per guidarci all’ascolto del nostro reale desiderio di cambiamento. Nella semplicità della pratica e nella bellezza dei luoghi cercheremo insieme di accogliere un po’ più di complessità, da cui muovere i propri passi nella direzione di ciò che in profondità si vuole.”

e questo è quello che abbiamo trovato nei tre giorni di pratica, cammino e meditazione, nel piacere e nelle difficoltà della convivenza e di un contatto con la natura che ci ha obbligato a scelte e cambi di programma facendo i conti con la pioggia, la grandine e i continui mutamenti del tempo.

Alla fine, un’esperienza bella, intensa e appagante, come testimoniato dai sorrisi nella foto di gruppo finale.

Le basi del cambiamento - Yatra sul Monte Baldo

A proposito di Yatra

Dal 3 al 5 giugno con un gruppo di amici e colleghi di Kèleuthos – Centro Studi Educativi e di Periagogè – Scuola di Normodinamica, parteciperò a uno Yatra sul Monte Baldo dal titolo “Le basi del cambiamento”.
Per la nostra scuola, cosa significhi Yatra, è ben sintetizzato in una frase di Paolo Menghi che una nostra collega insegnante ha riportato in un articolo (Il Viaggio), pubblicato tre anni fa, sul blog Manuale Inapplicabile:

“La vita è un grande viaggio durante il quale si possono compiere
un certo numero di piccoli 
viaggi per imparare a vivere.
Noi chiamiamo questi viaggi Yatra.
Yatra è l’occasione per rompere i condizionamenti che impediscono alle potenzialità individuali di manifestarsi.
Il fatto che si tratti di “un viaggio” in luoghi diversi dalla routine quotidiana e per un tempo limitato, rende accessibile l’esperimento.
Ogni Yatra è un’occasione unica per imparare a vivere.
Ma cosa significa imparare a vivere?
In primo luogo significa mettere attenzione a tutto ciò che succede.
In secondo luogo significa imparare a contribuire volontariamente a ciò che succede.
Il terzo passo consiste nel direzionare questa partecipazione creativa alla volta dell’evoluzione.
Uno Yatra deve durare poco, finché non si sviluppa la capacità di sostenere un elevato livello di attenzione in contesti ad alta intensità.
Quando questa capacità diviene stabile tutta la vita diviene uno Yatra.”

Paolo Menghi

È questa idea di viaggio che in questi anni ha portato molti di noi a vivere esperienze in luoghi e paesi diversi, dall’Islanda alla Tunisia e al Marocco, dal Giappone a molti luoghi in Italia, tra cui Monte Baldo, la Majella, le Dolomiti o i monti dell’Abruzzo.

Esperienze che ognuno di noi ha vissuto nella propria solitudine e nella condivisione del gruppo e a cui ci piace ogni volta ritornare, come in questa occasione sul Monte Baldo con base al Rifugio Campei.

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Viaggiare nel 1914

Dal blog Italiansinfuga.com un post a commento della cartina del 1914 di John G. Bartholomew sui tempi per raggiungere i diversi luoghi del pianeta da Londra, quello che era allora il centro del mondo.

Distanze stimate dai 5 ai 40 giorni.

Qui il post originale e qui sotto la riproduzione della cartina

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