Travelling Fuso – 2014 in review

The WordPress.com stats helper monkeys prepared a 2014 annual report for this blog.

Here's an excerpt:

A San Francisco cable car holds 60 people. This blog was viewed about 960 times in 2014. If it were a cable car, it would take about 16 trips to carry that many people.

Click here to see the complete report.

A margine di quanto accade nelle periferie delle nostre città.

Ripubblico qui, questo mio post sul blog Manuale Inapplicabile.
Il viaggio, tema di questo blog, è anche la capacità e la volontà di entrare in contatto con l’altro e la conoscenza dell’altro e della sua diversità da noi è il miglior antidoto a quanto oggi sta succedendo sempre più spesso.

manuale inapplicabile

di Roberto Fuso Nerini

Ho appena riletto “Se questo è un uomo” e “La Tregua” di Primo Levi e davanti a quanto sta succedendo in questi giorni e alle diverse manifestazioni contro Rom, Scinti e stranieri, ho trovato straordinariamente attuali le sue parole nell’introduzione al testo pubblicato da Einaudi nel 1958.

A quasi 60 anni di distanza da quando vennero scritte, c’è ancora molto su cui riflettere e meditare, affinché la storia non si ripeta.

“A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, “che ogni straniero è nemico”.
Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero.
Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager.
Esso…

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Walter Bonatti. Fotografie dai grandi spazi.

Dal 13 novembre a Palazzo della Ragione in Piazza Mercanti, 1 a Milano,
la mostra fotografica che ripercorre il racconto visivo, le vicende esistenziali e le avventure dell’alpinista ed esploratore italiano.
Per saperne di più, a questo link trovate tutte le informazioni e la possibilità di prenotare i biglietti.

La locandina della mostra

La locandina della mostra

 

Giornate toscane.

Ieri visita a Capalbio con tour del borgo: le mura, il Castello e la Torre, la Chiesa del XII secolo, dedicata a San Nicola.

Proprio di fronte alla chiesa, in una minuscola bottega, un simpatico incontro con un signore americano che vive a Capalbio dal 1965 e che realizzza collane e bracciali in ceramica dipinti a mano.

Si presenta con il suo biglietto da visita, come Paul H. Dunn, entomologo del dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti, oggi in pensione, e prima di dedicarsi ai piccoli oggeti in ceramica, creava oggetti in argilla e in vetro, tra cui la vetrata dell’altare delle chiesa di San Nicola (dedicata al Santo) e la decorazione dell’ingresso del municipio di Capalbio. Burbero, ma simpatico e disponibile alla chiacchiera e al racconto, passando dall’inglese a un ottimo italiano.
Orgoglioso delle sue realizzazioni e del suo fischietto in argilla con le forme della testa della medusa.

Serata a Festambiente, la festa nazionale organizzata ogni anno a Ripescia da Legambiente.
Bella, ben organizzata, con buoni ristoranti (abbiamo provato – in Toscana (!!) – quello vegetariano). In chiusura di serata, ma il vero motivo della nostra visita, concerto dell’Orchestra di Piazza Vittorio con Ginevra di Marco. Bello, divertente, con la solita carica e ritmo dell’orchestra, con un programma costruito intorno alla voce della cantante.

Giovedì si torna per Bollani.

In Toscana.

Da sabato sera in Toscana a Fonteblanda, vicino a Talamone, in un albergo (anzi, camere sul mare) in mezzo al nulla, dal nome programmatico “Villa Bengodi”.
Relax, letture, ascolto della musica, sole (finalmente pieno e senza incertezze).
Prima di iniziare a scrivere della Toscana, un breve bilancio della nostra settimana in Valle d’Aosta, che sembra essere stata l’unica con un tempo decente dagli inizi di giugno.
In ordine strettamente cronologico (o quasi):

  • raccolta di fragoline (abbiamo trovato vicino a casa un prato delle meraviglie) e mirtilli;
  • raccolta di funghi sufficienti per una pasta con finferli e un fritto di vesce;
  • escursioni al Colle Ranzola con breve diversione sul versante di Gressoney (di riscaldamento), tour tra Vascoccia, Facciabella, Col di Nana e Vallone di Nana, salita al Colle delle Cime Bianche.

Mete diverse dagli obiettivi che avevamo stabilito (abbiamo decisamente rinunciato a Testa Grigia e Tournalin), ma l’incertezza del tempo sconsigliava i tentativi e le teniamo in serbo per le prossime volte.
Comunque soddisfatti e contenti, sia della prima settimana che dell’apertura di questa.

Il golfo di Talamone da Villa Bengodi

Il golfo di Talamone da Villa Bengodi

Terrazza sul mare di Villa Bengodi

Terrazza sul mare di Villa Bengodi

Salita al Colle Superiore delle Cime Bianche (2982 mt.)

Ieri salita ai 2982 mt. del Colle Superiore delle Cime Bianche, con partenza da Saint Jacques. Un’escursione senza particolari difficoltà, se non la lunghezza, 18 km tra andata e ritorno con 1300 mt. di dislivello che ho sofferto particolarmente nell’ultimo tratto di discesa.
Bellissimo percorso tra prati, corsi d’acqua, alpeggi lungo un sentiero che fa parte sia del Tour del Monte Rosa (TMR) che del Grande Sentiero Walser (GSW). Quest’ultimo un sentiero che unisce tre valli (Alagna, Gressoney, Ayas) lungo i percorsi della popolazione Alemanna dei Walser che, a partire dal Vallese (da cui il loro nome) ha popolato queste valli dal XII secolo, lasciando segni caratteristici soprattutto nell’architettura delle loro abitazioni. Dal Colle Superiore, all’arrivo, si gode una delle più belle viste sul Cervino e il  Dent d’Herens (ieri purtroppo parzialmente coperti dalle nuvole).
Lungo tutto il percorso viste sui ghiacciai del Ventina e la Gobba di Rolin e sulle cime del Palon di Nana e del M.te Rosetta sul versante occidentale del Vallone.
Durante il cammino, incontri con marmotte (i cui fischi ci hanno accompagnati lungo tutta la giornata), una volpe e all’arrivo un branco di stambecchi.

Tempo impiegato 4 ore e mezza (soste comprese) per la salita, tempi molto diversi per la discesa, dall’ora e 10 minuti di Giuseppe alle quasi 4 ore mie.

Tra Vascotchaz e Col di Nana.

Bella escursione ieri, partita in sordina, con una giornata che all’inizio non sembrava promettere niente di buono.
Salita con nuvoloni al Colle Vascotchaz (2559 mt.) sopra Antagnod, da lì dopo una salita al Facciabella, abbiamo deciso di proseguire facendo il lungo diagonale che porta al Col di Nana (2773 mt.), sul crinale che separa la Val d’Ayas dalla Val Tournenche (sopra Cheneil) mentre il tempo cambiava al bello, sempre con nuvole all’orizzonte, ma decisamente meno minacciose.
Siamo stati premiati con un bella escursione, con paesaggi alpini sempre diversi (dalle pietraie sotto il Col di Nana, al verde e ai fiori del vallone, alle sorgenti ricche d’acqua che scendevano dal fondo valle) e incontri con camosci, più o meno incuranti del nostro passaggio.
Ritorno, scendendo nel Vallone di Nana e agganciando il canale Cortot fino a Mascognaz.
Tempo totale 7 ore.

 

 

 

Un viaggio in pianoforte attraverso Milano.

Piano City Milano 2014, un viaggio nella musica e nella città di Milano con 320 concerti, 200 pianisti, 300 ore di musica.
Quando la musica unisce, appassiona, anima una città, i suoi abitanti e i suoi visitatori.
Un modo diverso di vivere e viaggiare una città.
Tutto questo dal 16 al 18 maggio 2014, aspettando la prossima edizione.

Tra alpeggi e cappelle votive.

Ieri mattina breve escursione tra i prati e gli alpeggi che da casa, a Lignod, portano a Barmasc con vista, finalmente libera dalle nuvole, sul Monte Rosa.
Sulla via del ritorno verso Antagnod, un tour tra le Cappelle votive costruite nel corso dei secoli (vere e proprie piccole chiese) e una visita all’altare della chiesa di Antagnod di cui parlavo nel post sullo Stradivari.
Una volta entrati nella chiesa di San Martino, sulla destra si trova il pulsante per accendere le luci che illuminano l’altare in tutta la sua ridodanza barocca di oro, statue e fregi.
Qui il link  alla pagina dedicata alla Parrochia di Antagnod, alla sua chiesa e alle cappelle votive in valle, dal sito della diocesi di Aosta.

 

Uno Stradivari ad Antagnod.

E’ successo questa sera, nella chiesa Parrocchiale di Antagnod, in Val d’Ayas dove siamo arrivati ieri per l’inizio della prima parte delle nostre vacanze..
Un concerto all’interno del progetto “Uno Stradivari per la gente”, con il maestro Matteo Fedeli che, accompagnato dal pianoforte, ha suonato uno Stradivari del 1715 eseguendo musiche di Faurè, Brahms, Tchaikowsky, tra gli altri.
Bel concerto con lo splendido altare in legno intarsiato e dorato, della chiesa di San Martino, come sfondo.
Bello pensare che la musica che stavamo ascoltando usciva da un violino con 300 anni di vita (esattamente l’anno prossimo).