In viaggio: Gerusalemme e Terra Santa

Dal 3 al 10 dicembre sarò in Terra Santa, per un pellegrinaggio e viaggio culturale organizzato dalla Parrocchia del quartiere dove ho vissuto fino al 1984.
Nonostante la scelta di essere non credente, ho accettato molto volentieri l’invito del parroco – don Giuseppe – perché mi è sembrata un’occasione unica per entrare in contatto con una realtà complessa e affascinante come questi luoghi sono, potendo vivere ed entrando in contatto con la sua dimensione sacra e spirituale (al di là della fede che si professa o meno).
Questo, nella cartina, per sommi capi, il percorso e le tappe che toccheremo, tra Gerusalemme, Betlemme, Nazaret  e il Lago di Tiberiade, con un lungo tempo dedicato a Gerusalemme, dove soggiorneremo nella Città Vecchia.
Connessione permettendo, cercherò di aggiornare questo blog e di raccontare questa esperienza.

Viaggio in Terra Santa e Israele

Link alla mappa con il dettaglio del percorso

Uno Yatra sul Monte Baldo

La fotostoria di tre giorni di Yatra sul Monte Baldo di un gruppo di insegnanti e studenti del Centro Studi Educativi Periagogè – Scuola di Normodinamica, con cui da anni pratico e collaboro come insegnante in formazione e responsabile della comunicazione.
Presentando l’evento scrivevamo sulla nostra pagina Facebook:

“La montagna invita alla salita, a misurarsi con le proprie forze, a confrontarsi con la volontà di procedere. Lungo il cammino il respiro apre spazi, le domande scendono più a fondo e lo sguardo incontra le altezze.
Ogni partenza rinnova la scelta di mettersi in cammino, di uscire consapevolmente dalla routine. Con cura e responsabilità si sceglie cosa portare con sé e cosa lasciare.
Buoni piedi, buone scarpe e un cuore cercante saranno fondamentali per vivere questa esperienza in compagnia dei nostri compagni di viaggio e di noi stessi. Avremo un tempo dedicato per la pratica delle yana, un tempo per lo scambio e l’approfondimento, un tempo per il raccoglimento e il silenzio, per guidarci all’ascolto del nostro reale desiderio di cambiamento. Nella semplicità della pratica e nella bellezza dei luoghi cercheremo insieme di accogliere un po’ più di complessità, da cui muovere i propri passi nella direzione di ciò che in profondità si vuole.”

e questo è quello che abbiamo trovato nei tre giorni di pratica, cammino e meditazione, nel piacere e nelle difficoltà della convivenza e di un contatto con la natura che ci ha obbligato a scelte e cambi di programma facendo i conti con la pioggia, la grandine e i continui mutamenti del tempo.

Alla fine, un’esperienza bella, intensa e appagante, come testimoniato dai sorrisi nella foto di gruppo finale.

A proposito di Yatra

Dal 3 al 5 giugno con un gruppo di amici e colleghi di Kèleuthos – Centro Studi Educativi e di Periagogè – Scuola di Normodinamica, parteciperò a uno Yatra sul Monte Baldo dal titolo “Le basi del cambiamento”.
Per la nostra scuola, cosa significhi Yatra, è ben sintetizzato in una frase di Paolo Menghi che una nostra collega insegnante ha riportato in un articolo (Il Viaggio), pubblicato tre anni fa, sul blog Manuale Inapplicabile:

“La vita è un grande viaggio durante il quale si possono compiere
un certo numero di piccoli 
viaggi per imparare a vivere.
Noi chiamiamo questi viaggi Yatra.
Yatra è l’occasione per rompere i condizionamenti che impediscono alle potenzialità individuali di manifestarsi.
Il fatto che si tratti di “un viaggio” in luoghi diversi dalla routine quotidiana e per un tempo limitato, rende accessibile l’esperimento.
Ogni Yatra è un’occasione unica per imparare a vivere.
Ma cosa significa imparare a vivere?
In primo luogo significa mettere attenzione a tutto ciò che succede.
In secondo luogo significa imparare a contribuire volontariamente a ciò che succede.
Il terzo passo consiste nel direzionare questa partecipazione creativa alla volta dell’evoluzione.
Uno Yatra deve durare poco, finché non si sviluppa la capacità di sostenere un elevato livello di attenzione in contesti ad alta intensità.
Quando questa capacità diviene stabile tutta la vita diviene uno Yatra.”

Paolo Menghi

È questa idea di viaggio che in questi anni ha portato molti di noi a vivere esperienze in luoghi e paesi diversi, dall’Islanda alla Tunisia e al Marocco, dal Giappone a molti luoghi in Italia, tra cui Monte Baldo, la Majella, le Dolomiti o i monti dell’Abruzzo.

Esperienze che ognuno di noi ha vissuto nella propria solitudine e nella condivisione del gruppo e a cui ci piace ogni volta ritornare, come in questa occasione sul Monte Baldo con base al Rifugio Campei.

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Viaggiare? Ci rende più intelligenti.

“Viaggiamo perché abbiamo bisogno di farlo, perché la distanza e la differenza sono gli ingredienti segreti della creatività. Quando torniamo a casa, casa è ancora uguale a se stessa. Ma qualcosa nella nostra testa è cambiato. E questo cambia tutto”.

Con questa frase, si chiudeva l’articolo Perché viaggiare ci rende più intelligenti. di Jonah Lehrer, con cui il blog No Boarders Magazine iniziava tre anni fa la sua pubblicazione.
Lo rilancio oggi da Cabras dove inizia il mio viaggio per la Sardegna di quest’estate, perché ne condivido i contenuti e soprattutto per festeggiare il compleanno di NBM. Auguri.

Jonah Lehrer è autore di How We Decide e Proust Was a Neuroscientist.
Scrive su Wired e vive a Los Angeles. Qui il suo sito.

Flashback (1) – Todos Santos

Piccola cittadina affacciata sull’Oceano Pacifico, circondata da rocce e bellissime spiagge.
Ci siamo arrivati da La Paz con la preoccupazione delle condizioni delle strade: la gentilissima proprietaria del resort che avevamo prenotato, ci aveva infatti dissuaso dall’andare da loro perché la strada per raggiungerli avrebbe potuto non essere agibile.

Abbiamo così “ripiegato” su Los Colibris, che alla fine si è rivelato un’ottima soluzione, con una vista spettacolare su mare, spiaggia e tramonti (il suo sito recita “The most stunning view in Todos Santos”; assolutamente vero), e una simpatica signora che si muoveva accompagnata ovunque dai suoi quattro cani. La minaccia della pioggia, a parte qualche temporale, è poi rientrata e abbiamo potuto muoverci comodamente anche sugli sterrati per raggiungere il nostro resort.

Vista dalla nostra casita

Molto piacevole Todos Santos, piena di piccoli tesori da scoprire, evitando l’incombente e cannibalizzante Hotel California (che nulla ha a che vedere con la canzone degli Eagles) e il suo store di memorabilia Made in China.

Bello e naif il Museo de la Casa de Cultura pieno zeppo di foto, oggetti, reperti, distribuiti lungo i portici di una tipica corte messicana, con la ricostruzione di ambienti e di scene di vita locali; una carrellata lungo la storia e i personaggi di Todos Santos e della Baja e un contatto diretto con la natura e gli ambienti della zona. Inquietante il cavallo di ferro e cuoio a grandezza naturale.

Il cavallo di ferro del Museo de la Casa de Cultura

In un piccolo negozio di oggetti artigianali, il padrone, in cambio dell’equivalente di un dollaro, ci ha poi invitati ad entrare nel suo “museo”, nel retrobottega. Un trionfo di piccoli oggetti, manufatti, conchiglie, reperti archeologici (più o meno autentici), una straordinaria collezione di ex-voto (sia dipinti, che ciondoli che si riferivano alla grazie richiesta – arti, mani, cuori…). Affascinante. Da perderci una mezza giornata.

Piene di negozi di artigianato e di gallerie d’arte le vie della città.

La domenica mattina, dalla porta aperta della chiesa dove era appena iniziata la messa, abbiamo avuto l’occasione di ascoltare i loro canti. Dolcissimi, ma con ritmi latini e con la partecipazione corale di tutti i fedeli.

Qui abbiamo trovato i due migliori ristoranti di tutto il nostro viaggio:

La Casita. Cucina messicana di grande qualità, con ricette appena elaborate. Straordinari i camarones al cocco o alla tequila che abbiamo mangiato. Vedi anche post su bere in Messico.

Le tre galline

Le tre galline di un giovane chef italiano, Angelo, trasferitosi qui da Salò con la compagna Magda. Ottima cucina italiana. Ho particolarmente apprezzato i miei spaghetti con sarde e acciughe, con la pasta fatta a mano dal proprietario.
Angelo e Magda hanno poi un altro locale – Cafe Todos Santos -molto piacevole per la prima colazione (ottimi caffè e muffin).

Qui abbiamo avuto occasione di fermarci per una piacevole chiacchierata con Angelo, continuando la nostra serie di conversazioni con “chef italiani in Messico“.

Il bancone del Cafe Todos Santos

Alla fine quattro giorni molto piacevoli e rilassanti, tra spiagge, natura, mare (assolutamente non balneabile per la forza delle onde e delle correnti), cazzeggio in giro per il paese e i suoi piccoli tesori, ottime cene e chiacchiere con lo chef delle Tre Galline.

Ultima giornata a Città del Messico

Ultime ore a Città del Messico, sabato, prima di imbarcarci alle 20.30 per Milano.

Giornata bella e intensa.

Siamo riusciti a vedere i murales di Riveira e Siqueiros che avevamo perso all’andata.

Prima al Palacio Nacional dove Riveira ha ricostruito, in un ciclo di affreschi, la storia del Messico, dalle popolazioni originarie alla conquista dell’indipendenza.
Più che la rappresentazione agiografica di quest’ultima, belle e interessanti le ricostruzioni della vita delle popolazioni Atzeche e del periodo precedente l’invasione spagnola.

Poi, al Palazzo delle Belle Arti.
Bellissimo esempio di Art Deco, intatto in ogni dettaglio (il lettering delle scritte sulle porte dei bagni, per un graphic designer, può valere l’intera visita).
Tra i murales, il rifacimento, da parte di Riveira, di quello prima commissionato per la sede RCA nel Rockfeller Center di New York e poi rifiutato per il contenuto decisamente anticapitalistico. Esplicito in ogni riferimento e contenuto: Lenin, Marx, Engels, Trotsky, lotte operaie, rivoluzione messicana. Comunque interessante per la capacità di tenere insieme tutto questo (e molto altro) con la dimensione artistica.
Affascinanti invece, per l’impatto visivo e la forza simbolica, i murales di Siqueiros.

Nello stesso palazzo abbiamo poi visitato due mostre, organizzate con il MOMA di New York.
Una prima sul Simbolismo Grafico di Edward Munch. Poche opere, molto interessanti.
La seconda, molto estesa, sull’Impatto della grafica sull’Espressionismo Tedesco. Bella, con un’esposizione perfetta delle opere, tra le quali un olio di Kandinsky che valeva tutta la visita.
La cosa che più ci ha colpiti, la quantità di giovani presenti, ma soprattutto la qualità della loro presenza. Classi con insegnanti, ragazzi e ragazze che prendevano appunti, schizzi delle opere, foto, non nel solito modo compulsivo da iPhone addicted.
Raramente visto (forse mai) nelle mie frequentazioni di mostre e musei.

Tra le altre cose, impressioni e commenti in ordine sparso.

La visita del Templo Mayor, i resti del più importante tempio atzeco, che si stanno via via ancora scoprendo e al museo annesso, con la quale avevamo iniziato la giornata.
Interessanti la qualità e l’unicità dei reperti provenienti dal sito archeologico e la cura dell’allestimento.

La quantità di gente, traffico e rumore in giro per le strade.

La preparazione di addobbi e decorazioni nella Plaza de Constitucìon per la Festa dell’Indipendenza il 15 settembre.

Sempre nella Plaza de Constitucìon, il Festival por la Democracia, Dignidad e Libertad de Mexico con stand di libri (affollatissimi), dibattiti, comizi, concerti. Molto Festival dell’Unità anni ’70.

Uomini e donne che in costumi Atzechi, con il corpo e il volto dipinti, propongono riti magici contro il malocchio, tra erbe, fumi di incenso, danze e tamburi. Molto seguiti e frequentati dai messicani nell’area dello Zócalo, alle spalle della cattedrale.

Per una giornata (scarsa) mi sembra che basti.

Festival in Plaza de Constitucìon

Festival in Plaza de Constitucìon

El Barco de Papel

El Barco de Papel

Riti magici

Riti magici

Il trucco

Il trucco

Ricaricare in aeroporto. Per non parlare di wifi.

Città del Messico

No free wifi.
Colonnine sponsorizzate Samsung a ogni gate, con almeno 6 prese, per la ricarica di cellulari, tablet e computer. Lodevole iniziativa.

Madrid

Aeroporto super moderno e efficiente.
No free wifi.
Nessuna presa per ricaricare cellulari o iPad, a meno di collegarsi abusivamente a quelle delle colonnine antincendio (su suggerimento del desk info dell’aeroporto), come sto facendo in questo momento.
Ovviamente, per 25,00 € hai acceso a una sala VIP con accesso (free) al wifi e molto altro.

Forse bisognerebbe spiegare a questi signori che wifi e connessione in mobilità (compresa la possibilità di ricaricare i device) sono fondamentali per il loro stesso business e il loro successo e parte essenziale di un vero servizio ai loro clienti e utenti.

Ringraziamenti (1) – Pubblicità senza fini di lucro

Avvicinandosi la fine del viaggio, alcuni primi ringraziamenti, tra il serio e il faceto.
I post continueranno comunque nei prossimi giorni, anche per colmare alcune lacune e dimenticanze.

Questo viaggio e questo blog sono stati possibili e migliori anche grazie a:

iPad
Indispensabile strumento per aggiornare quotidianamente (o quasi), velocemente e ovunque questo blog: pubblicare post, caricare foto, gestire i commenti e gli aggiornamenti.
Complemento essenziale i nuovi accessori per il download delle foto, direttamente dalla camera o dalla scheda SD.
Inoltre, ovviamente, indispensabile strumento per comunicazioni, prenotazioni, conversazioni, ascolto musica, lettura giornali, navigazione, cazzeggio su facebook, etc etc etc

L’app di WordPress per iPad
Efficace e funzionale per l’aggiornamento (anche off line) del/dei blog gestiti.

La mia Canon EOS 450D
Sicuramente datato come modello; ormai da qualche anno fa il suo sporco lavoro nei nostri viaggi. Vedi anche accessori per il download delle foto.

Connessioni wi-fi
Monopolio di Infinitum.
Ovunque e comunque. Bed and breakfast, bar, ristoranti. Mai avuto problemi di connessione, quasi sempre veloce ed efficiente.
Gli operatori locali si sono resi conto di come Internet in mobilità sia un volano indispensabile per lo sviluppo del turismo: prenotazioni, meteo, condizioni strade, ricerca hotel e ristoranti su trip advisor, comunicazioni in tempo reale con i clienti sono ormai una pratica comune e condivisa.

TripAdvisor
Vedi post ad-hoc

Nissan e Thrifty
La macchina che abbiamo noleggiato, completamente inadeguata (sulla carta e sul contratto di noleggio) per una buona parte delle strade percorse, si è rivelata alla fine affidabile e ci ha portato ovunque, anche con condizioni a dir poco preoccupanti delle strade (vedi).
Alla fine l’abbiamo gratificata di un lavaggio straordinario.
Thrifty (l’autonoleggio) disponibile ed efficace nell’unico vero incidente di percorso: la chiusura delle chiavi nel bagagliaio (astenersi commenti). Recuperate in due ore da solerti impiegati le chiavi di scorta direttamente in albergo.

AccuWeather – App per iPad
Aggiornamenti meteo, geolocalizzati, in tempo reale, con anche visioni dal satellite delle perturbazioni. Interessante vedere quella che ci ha perseguitato per qualche giorno, costringendoci a lasciare Loreto.

Menzione d’onore per i miei Persol
Persi in mare dopo essere stato sommerso da un’onda assolutamente non anomala (astenersi commenti 2).
Recuperati intatti dopo essere stati sbattuti per 10′ sui sassi della spiaggia. Indistruttibili (almeno per questa volta).

Inoltre, in ordine sparso:

Il mio coltellino svizzero, i sandali da trekking della Teva, lo zaino di The North Face, compagno di tanti viaggi.

Fango sulla Nissan

Fango sulla Nissan

Meritato (auto)lavaggio

Meritato (auto) lavaggio, dall’interno.

My Persol

My Persol

Ossessione TripAdvisor

Tutti ne parlano. Ovunque se ne parla.

E’ stato uno dei tormentoni della nostra estate messicana.
Bed and breakfast, ristoranti, locali. La domanda alla fine (spesso all’inizio) era: “come ci avete conosciuti e soprattutto scelti”?
Fino a due anni fa l’ovvia risposta sarebbe stata, Lonely Planet. Oggi, TripAdvisor. Ed è la risposta che tutti si aspettano.
Lo score e il ranking su TripAdvisor sono l’obiettivo. E il risultato di eccellenza (da 4 punti, 4 e 1/2 in su) esibito in bella vista con gli attestati personalizzati.
Le conseguenze?
Lo sforzo per elevare e mantenere alto il livello della reputazione on-line si traduce in vantaggi immediati per l’utente: attenzione al servizio, pulizia, qualità dell’offerta, gentilezza, diversificazione (a volte anche solo in piccoli dettagli) dai concorrenti.
Spesso, in maniera un po’ “ruffiana”: richieste esplicite di commenti positivi o attenzioni particolari per ottenerli. Un ristorante di San Josè del Cabo, alla nostra dichiarazione su come lo avevamo scoperto, ci ha portato e offerto un complimentary dessert. Casuale?

Come utenti, grande attenzione a interpretare graduatorie e punteggi.
Non bastano score o ranking; bisogna entrare nei dettagli e interpretarli: quanti sono i commenti e i voti, leggere i “pessimi” anche se pochi, guardare con attenzione la nazionalità di chi commenta (le aspettative di un americano e di un italiano sono spesso diverse e a volte inconciliabili sia in materia di cibo che di alberghi).

Uno strumento diventato fondamentale per orientarsi nelle scelte di locali, hotel e ristoranti, soprattutto se si viaggia in un paese dove la disponibilità di connessioni wifi rende lo strumento disponibilie con facilità e a costo zero.
Lo strumento fondamentale per farsi conoscere e scegliere da parte degli esercizi commerciali.

Purtroppo, la cara vecchia Lonely Planet, comunque usata e consultata durante tutto il viaggio, sconta a volte i prezzi dell’aggiornamento delle informazioni (soprattutto in paesi o zone a rapido sviluppo e cambiamento) e di giudizi troppo “soggettivi”.

Ritorno a Città del Messico

Ritornati a Città del Messico da dove, domani sera, rientreremo in Italia.
Cena da Casa de Las Sirenas, ristorante in un palazzo del ‘700 con terrazza affacciata sulla cattedrale e sulla Piazza de Constitucìon.
Cucina messicana, mediamente elaborata e, destino in questa vacanza, simpatica conversazione con lo chef, milanese, ormai stabilmente in Messico.
Ci eravamo completamente dimenticati dell’altitudine e della temperatura.
Il passaggio dai 40 gradi di La Paz, ai 17 di Città del Messico si fa decisamente sentire.
Domani, ultimi giri in città e alle 20.30 imbarco per Milano.
Alloggiamo all’Hampton Suites Inn a due passi da Piazza de Constitucìon.